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10 CONSIGLI ALLA PERSONA AFFETTA DA IPERTENSIONE ARTERIOSA

L’ipertensione arteriosa è uno dei più importanti e diffusi fattori di rischio cardio-vascolare: aderendo alla prescrizione terapeutica del medico, monitorandola con regolarità e modificando le tue abitudini di vita,  puoi  tenerla efficacemente sotto controllo.

1. ADERENZA ALLA TERAPIA ANTIPERTENSIVA

Un buon controllo della pressione sanguigna può richiedere l’uso di uno o più farmaci;   esige inoltre che tutti i farmaci antipertensivi prescritti dal medico siano assunti sempre, con regolarità, tutti i giorni, alle dosi e agli orari previsti.
Se si dimentica o si sospende (anche temporaneamente) l’assunzione di un farmaco, ciò può determinare rialzo dei valori pressori.
Si può sospendere la terapia antipertensiva  solo in caso di documentata pressione arteriosa “bassa” (la massima inferiore a 100mmHg) associata o no a disturbi. In ogni caso occorre avvertire il medico, che consiglierà le misure più idonee da intraprendere (sospensione di un farmaco o la riduzione della dose).
Per mutate condizioni climatiche la terapia, a giudizio del medico, potrà subire transitori aggiustamenti: nel senso di riduzione delle dosi o  sospensione di uno o più farmaci nel periodo estivo (a causa della vasodilatazione da caldo eccessivo); viceversa necessità di dosi maggiori o aggiunta di un nuovo farmaco nel periodo invernale (vasocostrizione favorita dal freddo intenso).

2. MONITORAGGIO DELLA PRESSIONE ARTERIOSA

Un giorno alla settimana si consiglia di effettuare l’automisurazione della pressione utilizzando un apparecchio elettronico fornito di bracciale di lunghezza adeguata alla circonferenza del proprio  braccio. Non utilizzare apparecchi da polso! (che non sono validati scientificamente).
Se la prima volta abbiamo rilevato una differenza di pressione tra le due braccia, le volte successive occorre fare l’automisurazione dal braccio con la pressione maggiore.
Ad ogni controllo si fanno 2 misurazioni in due momenti diversi della giornata:
– al mattino al risveglio, prima di assumere i farmaci antipertensivi, prima del caffè e, se uno è fumatore, prima di fumare la prima sigaretta (la nicotina aumenta per mezz’ora la pressione sanguigna); si consiglia di sedersi rimanendo tranquilli per 5 minuti, misurare una prima volta la pressione, e dopo un minuto di pausa rimisurarla, registrando su carta i due risultati. La pressione reale del soggetto è una media dei valori trovati.
-All’ora di pranzo o in serata rimisurare la pressione seguendo la stessa procedura vista sopra.
Il diario delle misurazioni andrà poi esibito al medico per le opportune valutazioni.
La pressione sanguigna  si considera ben controllata se i valori rilevati all’automisurazione sono inferiori  a 135/85 mmHg [dal medico i limiti pressori normali sono leggermente più alti: < a 140/90mmHg]. In particolare, se al mattino la PA è superiore a 135/85mmHg, ciò può voler dire che l’effetto della terapia antipertensiva non copre le 24 ore: può essere opportuno  avvisare il medico. Anche rilievi bassi pressori (la massima meno di 100mmHg) è un buon motivo per avvertire il medico curante.

3. CONTROLLO DEL PESO CORPOREO

Almeno 1 volta a settimana controllare il proprio peso corporeo (al mattino appena alzato, senza vestiti, prima di colazione, dopo aver fatto i bisogni fisiologici). Dal proprio medico valutare il proprio Body Mass Index (BMI) e rivalutarlo periodicamente (per es. ogni 4 mesi). Se si scopre di essere obesi (BMI di 30 o superiore) oppure in sovrappeso (BMI superiore a 25), è opportuno decidere di perdere peso. Anche una perdita limitata di peso (pari al 5% del peso corporeo) sortisce notevoli benefici sullo stato di salute e riduce di qualche mm di mercurio la pressione arteriosa. Scopri i consigli per perdere peso.

4. APPORTO DI SALE IODATO
Un apporto eccessivo di sodio nella dieta è molto diffuso  nella popolazione generale (circa 9 grammi al giorno) e ciò  è una delle cause che favorisce lo sviluppo dell’ipertensione arteriosa. Bisogna invece limitare l’apporto di sale da cucina a soli 5 grammi al giorno (mezzo cucchiaio), da aggiungere alla pasta in fase di cottura. Occorre altresì evitare  cibi salati (insaccati, formaggi piccanti ecc). Qualcuno consiglia il sale dietetico, il cloruro di potassio (p.es. Novosal): in realtà può essere usato in aggiunta al sale sodico da cucina solo su consiglio del medico. Questi ne sconsiglierà l’uso agli ipertesi che hanno tendenza all’iperpotassiemia, a coloro che sono affetti da insufficienza renale, ai soggetti anziani, a chi fa uso di antialdosteronici e\o farmaci inibitori del sistema renina-angiotensina. Come si può vedere sono talmente tante le limitazioni che generalmente si sconsiglia l’uso del sale dietetico agli ipertesi.

5. APPORTO DI LIQUIDI, ALCOOL E CAFFE’
Oltre a bere acqua, si può assumere liquidi in forma di  tè (meglio se verde), tisane, premute di frutta non zuccherate. L’apporto deve essere abbondante: 1,5-2 litri al giorno (nel periodo estivo si utilizzeranno anche quantità superiori). L’apporto elevato di liquidi favorisce la funzione renale e impedisce la formazione di calcoli. Si eviti l’uso di bevande zuccherate ricche di fruttosio che aumentano l’apporto calorico, favorendo il sovrappeso, predispongono al diabete e causano danni al fegato (steatosi, epatite).
Se uno lo gradisce e non ha patologie del fegato, può assumere  una modica quantità di alcool, meglio vino, ai pasti. Massimo un bicchiere di vino a pasto (oppure in alternativa una birra da 33 ml o un bicchierino di liquore). Non più di mezzo bicchiere a pasto se uno è  anche diabetico. Meglio limitare il numero dei caffè a due, consumati a distanza di ore l’uno dall’altro.

6. EVITARE TASSATIVAMENTE:
il succo di pompelmo (interferisce con il metabolismo e l’azione dei farmaci), il consumo di liquirizia (ipertensivante) e l’uso di decongestionanti nasali (ipertensivanti). Evitare l’automedicazione con cortisonici (ipertensivanti).

7. CESSAZIONE ASSOLUTA DEL FUMO (ATTIVO E PASSIVO)
Ridurre il numero di sigarette non basta: occorre cessare del tutto per ridurre il rischio tumorale  respiratorio e cardiovascolare connesso al fumo. Anche il fumo passivo è pericoloso e va evitato.

8.  SEDENTARIETA’ E ATTIVITA’ FISICA

Se uno è sedentario ossia sta seduto ininterrottamente per molte ore al giorno, occorre che almeno una volta  ogni ora faccia una piccola pausa di qualche minuto: si alzi, si muova nella stanza, faccia qualche esercizio fisico, salga e scenda le scale, allo scopo di riattivare il proprio metabolismo.
Bisogna poi  ridurre di almeno mezz’ora – un’ora il periodo giornaliero in cui si sta seduti per dedicarlo all’esercizio fisico (jogging, marcia a passo veloce, nuoto, palestra, bici ecc). Praticare almeno 30 minuti di esercizio  al giorno per almeno 5 giorni a settimana. Si consiglia in particolare la marcia a passo veloce: la velocità deve essere tale da far avvertire un respiro “profondo” durante la marcia.

9. PROTEZIONE DEI RENI
Evitare di assumere farmaci potenzialmente tossici sui reni (ad esempio gli antinfiammatori comunemente usati come analgesici). In caso di dolore  usare in alternativa  il tramadolo, il tapentadolo o il paracetamolo (tutti farmaci che richiedono prescrizione medica).
Se uno è iperteso diabetico ed è in trattamento con Metformina, prima di eseguire esami radiologici con mezzi di contrasto, deve sospendere questo farmaco per qualche giorno.

10. EVITARE FARMACI TERATOGENI IN DONNE IN ETA’ FERTILE
Una donna ipertesa in età fertile deve evitare l’uso di farmaci potenzialmente teratogeni (ossia gli ACE-inibitori e i sartanici). Se questi farmaci sono indispensabili per la  salute della  paziente,  ogni precauzione  utile deve essere presa per evitare gravidanze indesiderate.

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